LA CERAMICA COME MEMORIA DI UNA COMUNITA'

Così, nascosto nella sua bottega, tra i vicoli del piccolo centro abitato di Pizzo Calabro, Antonio Montesanti lavora la ceramica, e nel frattempo sta costruendo un patrimonio che rimarrà nella memoria della sua comunità. Storie di pescatori, storie del mare e dal mare, storie di uomini, donne, pescatori che da sempre hanno popolato questo borgo a picco sulle acque del Mar Tirreno. In poche parole entrando nella bottega di questo artista si può osservare un intero paese sotto forma di ceramica.Antonio Montesanti, è un artigiano d’altri tempi, lavora la terracotta con metodi tradizionali rigorosamente a mano. Successivamente decora le sue opere con colori bizzarri e forme buffe. Ad ogni opera Antonio dona un significato: c’è il quadro che ritrae i tonnaroti mentre sono all’opera con l’etnomusicologo Alan Lomax che registra i loro suoni, c’è la rosa del vento, c’è un quadro che ritrae la festa in paese per i pescatori al ritorno. Poi c’è anche la terracotta con cui Antonio sta riproducendo tutti i personaggi del paese, un progetto dal nome “Clay Identity”  con cui Antonio ritrae all’opera i personaggi tipici del borgo marinaro: c’è il barbiere, il calzolaio, il fornaio e la sarta. A volte chiama nella sua bottega e fotografa i personaggi con la loro riproduzione in terracotta, questo paesaggio umano d’argilla. Lui mi spiega che lo fa per dare un merito a queste persone che con la loro semplicità donano ogni giorno qualcosa al proprio paese. Sicuramente, è da visitare la sua bottega inserita in un cornerlab di un più ampio concept store dal nome “Tipica”, in cui trovano spazio anche i corner di Lanificio Leo, Caffo, Amarelli, Rubbettino, e altri produttori di qualità della regione.
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